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JEAN GIONO – L’UOMO CHE PIANTAVA ALBERI

written by tracartatimbriecolori 08 agosto 2007

“Durante una delle sue passeggiate in Provenza, Jean Giono ha incontrato una personalità indimenticabile: un pastore solitario e tranquillo, di poche parole, che provava piacere a vivere lentamente, con le pecore e il cane. Nonostante la sua semplicità e la totale solitudine nella quale viveva, quest’uomo stava compiendo una grande azione, un’impresa che avrebbe cambiato faccia della sua terra e la vita delle generazioni future. Una parabola sul rapporto uomo-natura, una storia esemplare che racconta “come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione”.

Un libro scoperto ieri per caso girando tra quelli di “ricerca” che in genere mi colpiscono … comprato e letto stamattina tutto di un fiato … poco meno di 50 pagine di saggezza … e il pensiero ritorna alla canzone che porta il suo stesso titolo “L’UOMO CHE PIANTAVA ALBERI” dei Ratti della Sabina.
“Lontano, lontano più in là dell’orizzonte, c’era una terra dove non ci cresceva niente. Potevi trovarci soltanto le spine, tra gli scheletri delle case che ne segnavano il confine. Poi, grandi distese di sassi e d’inverno il vento gelido scoraggiava ogni viandante a portarci i proprio passi. Ma in un tempo, in un tempo che a pensarci adesso, non sembra nemmeno distante, il destino di quella terra è cambiato per mano di un uomo e delle sue piante che decise di campare in quel posto, lontanto da tutti e da tutti nascosto, che scelse di viaggiare la sua vita lentamente, lasciandosi dietro il viavai della gente. Cambiarono lune, passarono stagioni, giorno dopo giorno, quell’uomo piantava con mano paziente dei semi e pensava: “nasceranno alberi che cresceranno e coloreranno questa terra grigia e magari, domani, ritornerà la vita.” E negli anni quel sogno divenne realtà, riempiendo il suo cuore di festa, la desolazione di un tempo ora cedeva il posto a una grande foresta. E chi passa oggi da quelle parti può ammirare la bellezza infinita, dall’opera compiuta dal cuore di un uomo ma degna della mano del Dio della vita e anche se per la gente, la nascita di quelle piante rimane tutt’ora un mistero, io lo so che è sbocciato da un animo grande che adesso riposa nell’angolo più bello del cielo. “
Grazie Elzéard Bouffier … grazie Jean Giono … grazie Ratti della Sabina.
Musica e lettura rimangono sempre due grandi passioni.

4 commenti

Anonymous 09 agosto 2007 at 20:35

Prima o poi devo leggerlo anche io…con quella canzone dei ratti della sabina spesso mi vengono le lacrime….Mauro

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StefaniaB 09 agosto 2007 at 10:07

scusa.. volevo dire sul Vietnam.. ma sarò svampita!

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papertilly/ Federica 08 agosto 2007 at 16:53

lo cerco così lo leggo!!io sto leggendo Shantaram un libro un po’ altino ( circa 1000pagine) ma affascinante.

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StefaniaB 08 agosto 2007 at 13:59

e la mia lista dei libri da leggere si allunga…. puff, puff.. ora sto leggendo un libro che mi ha passato la mia mammina: I cento figli del drago di Robert Olen Butler, sulla korea

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